Adventouring

Da sempre la moto è strumento per esprimere la voglia di libertà e conoscenza propria della natura umana.  Con la moto si alimenta il sogno del viaggio, dell’incontro, della scoperta.  In sella alla moto intere generazioni hanno caratterizzato la propria vita intensa, ricca, speciale.  Se poi si ha a disposizione una moto “adventure” gli spazi si dilatano. Guidare su una strada sterrata o su di una pista desertica, immersi nella natura, è un’esperienza unica, un privilegio per chi ha voluto arrivare lì.
Questo è l’Adventouring, una disciplina motociclistica che esiste da sempre, sintetizzata ora da questa parola composta.  Quel modo particolare ed unico di andare in moto verso l’esplorazione di luoghi non facilmente accessibili, per questo particolarmente naturali ed autentici.  Il tutto con un interesse anche alla loro storia e tradizione.   Un misto di guida, turismo, natura ed avventura dai valori eccezionali, che costituisce oggi una vera e propria opportunità energetica per chi vuole rigenerare corpo e spirito.

Le manifestazioni del circuito Turismo Adventouring sono escursioni motociclistiche di carattere turistico che hanno la specialità di affrontare percorsi con frequenti tratti a fondo naturale (fuoristrada).  Il loro obiettivo principale è di sviluppare una cultura del mototurismo che faccia apprezzare e valorizzi gli aspetti culturali, ambientali e storici dei luoghi e dei paesi attraversati.
Le manifestazioni sono inoltre finalizzate a sensibilizzare i partecipanti sui temi della sicurezza in moto, del rispetto dell’ambiente e di quanti condividono gli stessi spazi naturali. Sono anche valorizzate le capacità personali dei piloti quali la condizione psico-fisica alla guida di un motociclo e quelle d’orientamento e nella navigazione.
Questi eventi motoristici sono pertanto indirizzati a chi voglia coniugare l’aspetto tecnico della guida consapevole con quello del viaggio e della scoperta, sempre con l’obiettivo di creare e sviluppare una cultura di un “mototurismo evoluto e sostenibile a 360°”.

Queste manifestazioni sono opportunamente regolamentate dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI), per cui per parteciparvi è richiesta la sottoscrizione alla FMI stessa, che può essere effettuata anche all’atto d’iscrizione alla manifestazione.
La partecipazione è definita per squadre precostituite di due o tre piloti, secondo il Regolamento Particolare dell’evento.  Questa regola segue lo spirito partecipativo del circuito Turismo Adventouring anche per garantire la migliore sicurezza agli stessi partecipanti.
E’ questa una regola molto particolare e caratterizzante del circuito Turismo Adventouring.  E’ infatti ammessa la partecipazione di tutti i motoveicoli a due ruote ed a quattro ruote (questi ultimi se previsti dal RP della manifestazione) in regola con il Codice della strada, pluricilindrici e monocilindrici con un peso a vuoto superiore a 145 kg (rilevato dalla scheda tecnica del produttore), dotati di pneumatici adatti al fondo naturale ed in perfetta efficienza tecnica.
Deroga a questa regola possono essere previste dal RP di ciascuna manifestazione.

Nel più puro spirito della disciplina, i percorsi prevedono normalmente la partenza da una località e l’arrivo in un’altra dopo un’importante distanza chilometrica (non meno di 160 km al giorno) e su più giornate.  I fondi stradali sono di tutti i tipi, dove la prevalenza è data al fondo naturale (fuoristrada) che esalta le caratteristiche di avventura della disciplina.  Sono previsti punti di ristoro per i partecipanti.  Le manifestazioni si svolgono su percorsi comunque aperti al normale traffico, pertanto i partecipanti sono tenuti ad attenersi alle norme del Codice della Strada ed a tutte le disposizioni vigenti in materia, comprese eventuali ordinanze delle Autorità competenti per il territorio delle località attraversate.
Il percorso è normalmente indicato a mezzo tracce GPS, e comunque mediante un sistema che non abbia alcun impatto sul territorio (quindi no frecce, segnalazioni con vernice, fettucce ecc.).
I partecipanti possono decidere in totale autonomia di seguire il percorso indicato o eventualmente strade alternative per raggiungere il punto stabilito per l’arrivo.   Possono essere previsti dei controlli di passaggio, che potranno essere considerati per un eventuale conferimento di attestazione della completa realizzazione del percorso.

Potranno essere organizzati lungo il percorso attività turistiche, che forniscano l’occasione ai partecipanti di sviluppare l’aspetto di conoscenza del territorio e di valorizzazione delle specialità dello stesso (documentazione fotografica, ricerca di punti d’interesse, orientamento, ecc…)
Sara’ inoltre cura degli organizzatori fornire ai partecipanti la più ampia documentazione turistica esistente raccolta presso gli Enti dei territori attraversati.

L’Adventouring, il fuoristrada turistico, spesso viene additato come incompatibile con la tutela dell’ambiente e con le attività ricreative legate alla natura in generale.
Questo accade perché una minoranza di persone pratica il fuoristrada con comportamenti che, spesso, contravvengono le norme e le regole di rispetto degli altri utenti.
Sulla base di queste considerazioni riteniamo opportuno che la disciplina dell’Adventouring si doti di un codice di comportamento (Codice Etico) alla pratica del fuoristrada consapevole, sostenibile e rispettoso.   L’elaborazione delle regole del Codice Etico è stata realizzata dagli esperti della FMI che vantano una trentennale esperienza nel percorrere le strade sterrate, le mulattiere e le piste che attraversano la nostra penisola.  L’ispirazione viene anche dalle norme di “buon senso” e del rispetto degli altri nonché dalle opportune indicazioni tecniche e di sicurezza.
L’impegno per tutti è quello di garantire il rispetto delle norme del Codice Etico durante lo svolgimento delle manifestazioni.  Solo così si potrà assicurare lo sviluppo futuro all’Adventouring.

 

1) Rispetto integrale della normativa vigente (statale, regionale nonché le disposizioni di altri Organismi ed Enti abilitati) in materia di accesso, circolazione e stazionamento lungo la rete viaria.
La legislazione in materia è spesso poco chiara, il proliferare di divieti, anche non chiaramente giustificati, la segnaletica in loco spesso carente o lacunosa di informazioni, la natura isolata dei percorsi, inducono molti a tenere comportamenti poco corretti.   Quanti si impegnano al rispetto delle norme contenute in questo codice etico non solo ribadiscono questa volontà, ma si fanno anche parte attiva nella divulgazione di questi principi.
2) Impegno a tenere nei confronti degli altri utenti (quali pedoni, ciclisti, escursionisti a cavallo ecc..) dei comportamenti atti a facilitare lo svolgimento delle rispettive attività.
Tale impegno prevede, oltre al rispetto delle norme esistenti (limiti di velocità, divieti accessi, etc.) anche di porsi volontariamente e sistematicamente ulteriori restrizioni atte al raggiungimento degli obiettivi indicati.
Nel dettaglio:
ridurre al massimo la velocità di transito in prossimità di insediamenti umani ed animali, e nell’incrociare altri utenti;
fermarsi sul ciglio della via per agevolare al massimo il transito nella direzione opposta di persone, velocipedi, animali che, per loro stessa natura, sono più esposti alle difficoltà del fondo stradale;
ridurre, limitandoli allo stretto indispensabile, tutti quei comportamenti che possano indirettamente infastidire o danneggiare gli altri utenti, pur non contravvenendo ad alcuna norma codificata;
prodigarsi fattivamente, dando tutta la propria disponibilità, per informare, portare aiuto e soccorso ad altri utenti qualora la situazione lo richieda.
3) Impegno a mantenere nei confronti dell’ambiente e della natura circostante comportamenti atti a tutelarne il valore.
Nel dettaglio:
evitare qualunque azione (transito, permanenza, rumori non motivati etc.) che possa creare pericolo o solo infastidire gli animali presenti nella zona;
effettuare una corretta gestione dei rifiuti eventualmente prodotti;
evitare l’accensione di fuochi non motivati anche ove questo non sia proibito;
evitare di danneggiare (prelevando od asportando) la flora per alcun motivo.
4) Impegno a mantenere un atteggiamento di vigilanza nei confronti dell’ambiente circostante, allo scopo di prevenire accadimenti o comportamenti che possano costituire rischio o pericolo per la comunità o danneggiare l’ambiente stesso.
Questo è un impegno di notevole portata perché richiede un’assunzione di iniziativa personale che spesso viene evitata.
Per il fatto stesso di transitare con una certa regolarità su percorsi che spesso sono poco frequentati, se non abbandonati del tutto, si ha occasione di rilevare l’insorgere di fenomeni che possono, nella loro evoluzione, costituire fonte di rischio e pericolo.
Nel dettaglio:
prodigarsi nel segnalare tempestivamente eventuali condizioni di precarietà di transito sulla rete viaria dovute a dissesto (frane incipienti, alberi pericolanti, etc.) e che possano costituire possibili rischi per gli utenti.
5) Impegno attivo nel divulgare questa cultura comportamentale presso gli ambienti e gli utenti interessati.
Questo tipo di attività è quella che garantirà che sempre un maggior numero di utenti, appassionati e simpatizzanti del turismo fuoristrada, venga sensibilizzato e si faccia parte attiva.
6) Impegno a mantenere dei comportamenti che non portino a rischi prevedibili per se’ e per gli altri utenti.
Si tratta di impegnarsi a valutare, sempre con responsabilità e obbiettività, tutte le difficoltà che certi percorsi o particolari situazioni possono comportare, al fine di evitare rischi per tutti e costi per la comunità.
Nel dettaglio:
essere sempre documentati sul percorso e sulle difficoltà che esso presenta in modo da affrontarlo nelle migliori condizioni;
essere attrezzati con dispositivi ed apparecchiature funzionanti (carte geografiche. adeguate, telefoni cellulari, radio ricetrasmittenti, ecc..), tali da poter affrontare, nel migliore dei modi, eventuali imprevisti;
essere informati su come contattare gli enti di pronto intervento nei casi di emergenza.